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ART. 11

E' proibito alle navi da guerra estere ed aquelle mercantili armate in corsa di introdurre le prede o di arrestare e visitare bastimenti nel mare territoriale e nel mare adiacente alle isole italiane nonché di fare tutti quelli altri atti che costituiscono un'offesa ai diritti di sovranità dello Stato.

ART. 12

Fatta eccezione per gli ufficiali e sotto-ufficiali, lo equipaggio di un bastimento da guerra estero deve sempre scendere a terra disarmato.

Quando, in caso di onori funebri da rendersi a persona morta a bordo, il comandante voglia fare accompagnare il feretro da una scorta armata, dovrà chiederne il permesso rivolgendosi all'autorità militare maritima locale, e in mancanza di questa, direttamente aquella militare del regio esercito.

Mancando anche questa, il permesso dovrà essere chiesto alla autorità competente, pel tramite dell'ufficiale o delegato di porto ad altra autorità locale.

ART. 13

E' vietato alle navi da guerra di eseguire esercizi di sbarco sulle coste italiane od esercizi di tiro a portata di cannone dal littorale del regno, senza averne ottenuta speciale autorizzazione in via diplomatica.

ART. 14

In caso di trasgressione, spetta all'autorità militare maritima locale, od in sua mancanza al capo dell'ufficio di porto, ed in mancanza di questo ufficio all'autorità militare terrestre, di intimare alle navi da guerra estere la rigorosa osservanza delle prescrizioni contenute negli articoli 10, 11, 12 e 13. In caso di persistenza nella trasgressione o di rifiuto di ottemperare alle intimazioni, dette autorità saranno tenute ad opporsi colla forza quando sia loro possibile, dandone avviso telegrafico immediato ai competenti comandanti di dipartimento maritimo e di corpo d'armata ed al ministeri della guerra e della marina.

Quando si trovi nella località una batteria in condizioni di servizio, questa dovrà nel caso estremɔ accennato intimare alla nave l'ubbidienza con un tiro a palla a 400 metri da essa e poi un secondo a 200 metri, e nel caso di ulteriore persistenza, tirerà a palla contro gli alberi e poi contro lo scafo della nave.

Nel caso che si debba ricorrere alla forza, le varie autorità locali, cioè quella civili del porto o quelle militari della r. marina e del r. esercito, dovrano agire di concerto e prestarsi reciproco aiuto, restando la responsabilità e la direzione delle operazioni, a quella militare più elevata in grado.

Qualora le autorità locali non disponessero di mezzi adatti, si limitaranno a protestare formalmente, informandone immediatamente per telegramma il comandante in capo del dipartimento, il comandante di corpo d'armata ed i ministeri della guerra e della marina.

esser

nno

ART. 15

Rimangono abrogati gli articoli 12 e 13 del r. decreto 6 aprile 1804, n. 1728 (serie 1a) sulla neutralità dei porti e quelle altre disposizioni che fossero contrarie al presente.

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addi 9 febbraio 1888.

UMBERTO.

B. BRIN.
E. BERTOLĖ - Viali.
F. CRISPI.

Protectorado da Italia sobre Zula ao sul de Masszhat

:... N. 99

Nota da Legação Italiana ao Governo Imperial

Rio Janeiro, 3 août 1888.

Monsieur le Ministre, — J'ai l'honneur de porter à la connaissance du Gouvernement Impérial qu'à la suite de demandes réitérées de la population de Zula au sud de Massuhat, resté jusqu'à ce jour sans pavillon egyptien quoique occupé par nos irreguliers, le drapeau Italien vient d'être hissé dans la dite localité par un déléchement de soldats de la Marine Roayle et le protectorat Italien a été solen

nellement établi et déclaré au nom du Gouvernement du Roi aux termes de l'art. 34 de l'acte général de la conférence de Berlin du 26 fevrier 1885.

Notre protectorat sur Zula n'est pas un faite nouveau, des irréguliers au service de l'Italie ont successivement occupé ce point. Jamais acte de prise de possession effective n'y a été faite par d'autres puissances avant ni après l'acte général de la Conférence précités de Berlin. Le Cheik local et la population ont témoigné d'une satisfaction unonime. Il n'y a dans notre déclaration de protectorat que la consacration officielle à un fait préexistant.

En attendant je prie V. Exce, de vouloir bien me donner acte de la notification que j'ai l'honneur de vous présenter d'ordre de mon Gouvernement.

Je saisis cette occasion de réitérer à V. Excellence les assurances de ma haute considération.

A Son Excellence Monsieur le Cons”. Rodrigo A. da Silva, Ministre des Affaires Etrangères, Côrte.

MARTISCELLI.

N. 100

Nota do Governo Imperial (i Legação Italiana

Rio de Janeiro, Ministerio dos Negocios Estrangeiros, 14 de agosto de 1888.

Pela nota, que o Sr. Commendador E. Martuscelli, Enviado Extraordinario e Ministro Plenipotenciario de Sua Magestade o Rei de Italia, serviu-se dirigir-me em 3 do corrente mez, fica o Governo Imperial sciente de estar o protectorado Italiano solemnemente estabelecido e declarado em Zula, ao sul de Massuhat, nos termos do artigo 34 do acto geral da Conferencia de Berlim de 26 de fevereiro de 1885.

Aproveito com prazer esta opportunidade para ter a honra de reiterar ao Sr. Ministro as seguranças da minha alta consideração.

Ao Sr. Commendador E. Martuscelli

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SUPPLEMENTO AO ANNEXO N. 1

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